La mia terra e i suoi trofei

Notturno a Gamogna

Nel giorno in cui la nostra amata Gamogna, eremo di S. Pier Damiani, stava bruciando (8 agosto 2017), io stavo casualmente rendendole omaggio con questa tela, iniziata alcuni giorni prima, e, non essendo io  un Nerone incendiario, mi sono sentita comunque una Cassandra premonitrice, per cui, con intento scaramantico, ho trasformato in verdi “fiamme” boschive le terribili fiamme che realmente l’hanno lambita.

notturno a Gamogna

In questo notturno  ho interpretato “madre terra  in riposo” con skyline che ricorda la  venere dormiente di Artemisia Gentileschi  col primo piano dell’eremo rivisitato. Olio su tela 70 x 50.

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ricordi di una fanciulla

Un giorno con Whatsapp, mi giunse, da una nuova giovine amica, richiesta per uno strano ritratto: il ritratto della sua ANTICA QUERCIA, assieme ad una foto da lei scattata. La quercia di confine tra due proprietà, l’incontro a cavallo del medesimo e reiterati incontri dei due giovani rampolli… una favola antica che ha portato comunque al ripetersi dello stesso finale… L’AMORE.  Non amo  interpretare o imitare paesaggi poiché ritengo di non poter competere con la natura e quindi li dipingo sempre e solo come comprimari di una scena, come sfondo o indice di ambientazione, mai a soggetto… ma questa volta, data la particolare richiesta ho fatto uno strappo, ripagata dalla felicità della mia giovine nuova amica.

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La mia terra e i suoi trofei

Dalla corte di S.Biagio Antico, delizioso ristorantino nelle colline romagnole,  mi appare la skyline del crinale a fronte coi resti  della torre di Oriolo. Nella morbidezza curvilinea del profilo leggo la sensuale sagoma di un nudo di Courbet, terminante nel geometrico gioiello medievale, e mi accorgo di essere tornata al gioco fantastico di bambina, quando invece di ” leggere” le sagome effimere delle nubi come tutti i bimbi, preferivo osservare da punti di vista diversi , il profilo dei monti che circondavano il paese: c’era sempre una immagine nuova… Questione di punti di vista.

Olio su tela in “nonsense”  di toni  neutri e trasparenti in primo piano e intensità cromatica in lontananza a favore del soggetto.   cm.70 x 50.

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DOODLING ART: scarabocchiare ad arte

Invitata ad una festa in giardino da cari amici con l’obbligo di portare ognuno qualcosa di commestibile, a me fu chiesto “cibo per la mente”, e poiché non so scrivere ne’ poetare o altro, proposi un pomeriggio di arte murale con doodling art. Su 50 persone circa, di cui nessun pittore, hanno trovato coraggio e poi piacere nel giocare, una ventina di persone tra cui bimbi di 4 anni e adulti di professione eterogenea fino ai 60 anni circa. Due tele di metri 2,50 per 1,60 circa sono state collettivamente realizzate con soddisfazione di tutti, tanto che, alla festa del prossimo luglio, si pensa di creare per un’asta di beneficenza… che bel gioco e che splendide textures.
Il termine DOODLE = SCARABOCCHIO si ottiene mescolando il tedesco Dudel= sciocco, babbeo, all’inglese Dawdle = perdere tempo, e Google, anche per assonanza, definisce così i suoi bei loghi speciali dal ’98 e creati da apposito team.
Normalmente lo scarabocchio rilassante è un gesto privato, eseguito in solitaria per rilassarsi, ma qui, vinto il timore del confronto, del giudizio, tutti ci siamo lanciati in libertà ed ecco lo strabiliante risultato collettivo.

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